Il neuromarketing nasce da una rivoluzione neuroscientifica che ha interessato il campo medico, espandendosi per anni, fino ad arrivare nel mondo aziendale e del marketing. Ha lo scopo di analizzare tutti quei processi inconsapevoli che avvengono nella mente del consumatore e che lo influiscono nella scelta di un acquisto.

Che cos’è il neuromarketing

È una branca del marketing e delle ricerche di mercato, che utilizza tecniche e metodi scientifici emersi dagli ultimi decenni di studio sul cervello umano. Ha lo scopo di analizzare i processi irrazionali che determinano il comportamento e le decisioni del consumatore.
Il neuromarketing, è un nuovo modo di fare ricerche di mercato, basandosi sulle scoperte neuroscientifiche. Queste scoperte hanno cambiato completamente il modo in cui concepiamo il consumatore prima, dopo e durante l’esperienza d’acquisto che non è più logico-razionale, ma istinto-emotivo.

È una tecnica di marketing molto utile, perché permette di capire al meglio la mente del consumatore e le sue scelte nel preferire un prodotto/brand, rispetto ad un altro.

Strumenti utilizzati nel neuromarketing

Gli strumenti utilizzati vengono divisi in macro-tipologie, a seconda della parte del corpo che vanno a studiare. Ti elenco quelle più importanti:

Strumenti che misurano il “cervello”

Elettroencefalogramma (EEG): è una delle tecniche più utilizzate nel neuromarketing. Permette di misurare l’attività elettrica dei neuroni che avviene mediante un casco, all’interno del quale sono presenti fino a 256 elettrodi. In base all’attività elettrica misurata, si può capire il grado di interesse che un individuo prova nell’ambiente, come per esempio, all’interno di un negozio mentre il soggetto acquista un prodotto.

Risonanza magnetica funzionale (fMRI) : rappresenta l’evoluzione della risonanza magnetica. Riesce ad evidenziare le aree cerebrali che si attivano durante un comportamento o lo svolgimento di un compito.

Strumenti utilizzati per “misurare” le reazioni del corpo

Elettromiografia (EMG): misura l’attività elettrica generata dai muscoli volontari facciali che non possono essere osservati a occhio nudo.

Eye Tracking: è una misurazione che serve per capire tutto ciò che attrae la nostra attenzione, attraverso i nostri occhi. Questo strumento è in grado di registrare tutti gli spostamenti visivi dell’utente, seguendo il movimento dell’occhio. I movimenti oculari avvengono ogni secondo e nello specifico, gli elementi che l’eye tracking va a studiare sono:

Fissazione oculare
Battito di ciglia
Misurazioni biometriche
Dilatazione della pupilla

Nell’immagine sottostante puoi osservare un esempio di ricerca neuromarketing con lo strumento “eye tracking”, su un sito e-commerce.
Le macchie che vedi vengono chiamate “macchie di calore” e indicano a quali stimoli la persona ha prestato maggiore attenzione. Le macchie in verde indicano che la persona ha prestato attenzione, ma non si è soffermata più di tanto. Mentre quelle in rosso indicano un’attenzione maggiore.

eye tracking neuromarketing

Misurazioni biometriche: rilevano l’influsso che le emozioni riescono a trasmettere su alcuni organi del nostro corpo, come il battito cardiaco, la respirazione o la pressione sanguigna. Attraverso queste misure è possibile capire lo stato emozionale di un individuo.

A cosa serve

Come abbiamo spiegato nei paragrafi precedenti, il neuromarketing aiuta a capire tutte le azioni e le scelte di una persona mediante studi e strumenti, che aiutano a rilevare le dinamiche ed i processi che avvengono all’interno del nostro cervello.

L’obiettivo del neuromarketing è lo stesso del marketing tradizionale, ossia comunicare al meglio per aumentare le vendite di un prodotto/servizio.
Può essere utilizzata come strategia per perfezionare gli effetti di un messaggio pubblicitario, delle strategie di marketing aziendali e sopratutto, per ultimare al meglio le tecniche di vendita.

Negli anni, i più grandi brand, hanno sempre utilizzato strategie di neuromarketing per influenzarci inconsciamente a comprare di più, o a scegliere il loro prodotto, rispetto ad un altro.
Il cervello umano, durante la fase di acquisto, tende a “rilassarsi” e diventa istinto-emotivo, qui le emozioni svolgono un ruolo importantissimo.

Il 90% delle volte effettuiamo degli acquisti in modo inconsapevole, perché le strategie che vengono usate, funzionano sulla parte inconscia del nostro cervello. Ti faccio alcuni esempi di strategie di neuromarketing che vengono utilizzate ogni giorno per stimolarci a comprare, e che in molti casi non ce ne accorgiamo.

Alcuni esempi di neuromarketing

Semplicità:

Negli ultimi decenni il marketing si è accorto dell’importanza di questo fattore per attirare l’attenzione del potenziale cliente. Fateci caso, quasi tutti i brand più conosciuti hanno fatto un restyling del proprio logo, rendendolo più semplici e intuitivi. Le cose semplici riescono a dare i risultati migliori: dalla semplicità d’usabilità di un sito, alla velocità e facilità che abbiamo acquistando un prodotto online: “semplice come un click”, è lo slogan maggiormente usato.
Siamo essere umani, ci piace avere tutto alla portata di mano e preferiamo le cose di semplice utilizzo.

È inutile ideare prodotti troppo innovativi e complessi. Al cervello piacciono le cose semplici. È per questo che, ancora oggi, lo sport più seguito è il calcio.

Gli effetti degli odori sullo shoppping:

Molti dei profumi che si sentono all’esterno o all’interno di un negozio, sono progettati per invogliare il cliente ad entrare o per stimolarlo a comprare.
Un esempio pratico è l’odore inconfondibile dei panini che sentiamo quando entriamo al Mc Donald’s. Si dice che veniva usato un’ aroma per rendere l’odore ancora più intenso, per stimolare l’appetito e vendere più hamburger.

L’uso dei colori:

I colori evocano nel nostro cervello dei sentimenti e stati d’animo associati alla nostra esperienza di vita. Il rosso evoca un senso di pericolo, perché viene associato al sangue, il blu evoca un senso di tranquillità, perché viene associato al cielo.
Questa tecnica viene utilizzata molto nelle campagne elettorali, una cravatta o un abito rosso viene usato per esaltare, mentre il blu per rassicurare.

Nella pubblicità, lo sguardo è fondamentale

Se hai intenzione di vendere un prodotto, devi necessariamente prestare attenzione a vari fattori. Dove vuoi che si soffermi l’attenzione del consumatore, sul prodotto, o sul testo?

eye tracking bambino neuromarketing

In queste due immagini la differenza è enorme, sebbene cambi solo la posizione del bambino. Nel primo caso il bambino ci guarda, quindi siamo più propensi a ricambiare lo sguardo. In questo caso il consumatore darà maggior attenzione al prodotto, invece che al testo.
Nella seconda foto il bambino guarda la scritta, di conseguenza il consumatore, accorgendosi della direzione del suo sguardo, sarà incuriosito a guardare nella sua stessa parte, ovvero leggere anche il testo.
In questo modo l’attenzione del consumatore si sposterà tutta quanta sul messaggio.

Conclusioni

Il neuromarketing si affianca al marketing tradizionale per ridurre quanto più il numero di prodotti e campagne fallimentari, perché aiuta a riconoscere maggiormente tutte le dinamiche e i processi che avvengono nel nostro cervello. Questo consente di migliorare l’efficacia del marketing tradizionale.

Gli esempi che ti ho riportato nel paragrafo precedente sono solo quelli più usati, ma ce ne sono davvero tanti! Presto realizzerò un articolo a riguardo, sulle strategie di neuromarketing che ogni giorno le aziende utilizzano per invogliarci a comprare


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