Una storia che dura da 87 anni, dalla nascita della LEGO nel 1932, fino ai giorni nostri. La storia del mattoncino preferito dai bambini, che tra alti e bassi ha saputo sempre risollevarsi.


Sono nella mia vecchia casa con i miei genitori, inizio anni 90′, e mentre mio padre cerca di guardarsi una puntata di Twin Peaks e mia madre a leggersi un libro, io mi ritrovo in salotto con migliaia di piccoli mattoncini colorati di plastica, intento a costruire la mia stazione di polizia, che presto sarebbe diventata una base spaziale, o tutto ciò che la mia creatività avrebbe potuto esprimere.

Ignaro di cosa avevo tra le mani, della storia di quei mattoncini che si incastravano alla perfezione, e degli infiniti mondi che potevo creare grazie alle sue combinazioni e che mi rendevano un bambino felice.


Le origini della LEGO

87 anni fa a Billund in Danimarca, veniva creata la LEGO, un’azienda fondata da un falegname: Ole Kirk Kristiansen, del quale si occupava della costruzione di arredi interni.
Ole, ebbe diversi problemi prima di riuscire a costruire l’azienda che oggi conosciamo e solo grazie alla sua caparbietà ed il suo credere nel progetto, che lo portò a fondare l’impero dei giorni nostri.

Ma partiamo dall’inizio della sua storia: ovvero dalla sua fabbrica di arredi interni, dove tutto ebbe inizio.

Ole Kirk Kristiansen

Nel 1924 la sua bottega fu colpita da un grave incendio, scatenato accidentalmente da uno dei suoi figli, dove perse gran parte dei suoi arredi. Kristiansen non si perse d’animo e ricostruì una bottega ancora più grande, questa volta con arredi più piccoli per risparmiare il materiale, così da ottimizzare i costi, vista la grande depressione che colpì il paese proprio in quegli anni.

La crisi fu tanta e le persone non compravano, specie degli arredi per la casa che non ritenevano un bene necessario. E’ proprio in questo periodo di enorme difficoltà che a Kristiansen venne l’idea di costruire dei giocattoli in legno, fatti interamente a mano e con il legname della miglior qualità.

I suoi giocattoli non passarono inosservati, ma nonostante ciò la situazione non migliorò e Kristiansen dovette scambiare le sue costruzioni in cambio di cibo, per poter mantenere la propria famiglia.

Nel 1934 Ole, pensò bene che la sua azienda necessitava di un nome forte per i suoi giocattoli: prese spunto dalla locuzione di “leg godt” che in Danese significa “gioca bene” e la chiamò LEGO. Solo in seguito venne a conoscenza che la parola “LEGO” in latino significò “io assemblo“.

In questo periodo suo figlio Godtfred iniziò a lavorare con lui.

La svolta negli anni 40

Gli affari per Kristiansen e di suo figlio iniziarono a prendere il via e cominciarono a raccogliere i frutti di tanto lavoro speso. Nel momento migliore ebbe di nuovo un incendio nella sua fabbrica di giocattoli dove bruciò gran parte della sua produzione. Kristiansen non si perse d’animo di fronte all’ennesima difficoltà, credeva fermamente nel progetto che stava portando avanti e costruì una nuova fabbrica di giocattoli, per ritornare sul mercato più forte di prima.

Una volta ricostruita la fabbrica,Ole iniziò a cercare migliorie per la LEGO, nonostante la vendita dei giocattoli di legno andava a gonfie vele.

Negli anni 40, l’uso della plastica divenne sempre più frequente e Ole, incuriosito, partecipò ad una fiera a Copenaghen nel 1946 per trovare nuove idee per la sua azienda. Rimase particolarmente colpito da una macchina in grado di modellare la plastica, tant’è che la comprò all’istante. Iniziò a formare diversi giocattoli, ed il suo successo più grande fu un trattore, realizzato interamente con la plastica.

Il passaggio a suo figlio Godtfred

Kristiansen ormai molto anziano, lasciò le redini dell’azienda a suo figlio Godtfred e fu proprio qui che i mattoncini Lego iniziarono a diventare come li conosciamo. Suo figlio, ci vide ancora maggior potenziale in quella macchina in grado di modellare la plastica, così cominciò a stampare dei piccoli rettangoli, in grado di sovrapporsi fra di loro, voleva che i giocattoli avessero una funzione utile, un sistema in grado di far impiegare la creatività dei bambini. 

Venne creata una città urbanistica fatta in mattoncini, dove i bambini potevano imparare la sicurezza nel traffico. L’idea fu geniale tanto che per la prima volta, i mattoncini LEGO vennero venduti in molti altri paesi al di fuori della Danimarca. Il problema più grande fu però che i mattoncini non si reggevano tra di loro e qualsiasi costruzione cadeva a pezzi.

La nascita dei mattoncini Lego, anni 50

Godtfred voleva poter trovare un meccanismo, in modo che i mattoncini si reggessero tra di loro, ma era più facile a dirsi che a farsi. Notò che il mattoncino Lego otteneva un maggior potere d’incastro con dei tubi interni, se venivano sovrapposti con un altro mattoncino, la parte alta si incastrava alla perfezione con quella bassa.

L’immaginazione del bambino aveva il potere di trasformare i Lego in qualsiasi cosa avesse voluto, dove il limite era soltanto la sua immaginazione. Questa fu una novità incredibile, che portò un incremento del fatturato della LEGO in pochissimo tempo.

legoland billund

Nel 1954 ci fu la prima produzione dei mattoncini così come la conosciamo, ma sfortunatamente, Kristiansen non riuscì a vedere la grande opera creata dal figlio, perché morì nello stesso anno. Godtfred affrontò l’ennesimo incendio della fabbrica che distrusse la maggior parte della produzione in legno, ma proprio come suo padre, era consapevole che dovette cercare di ottenere il meglio da ogni situazione e non si perse d’animo. Ricostruì la fabbrica eliminando del tutto la fabbricazione dei giocattoli in legno, concentrandosi solo sul sistema LEGO. Fu una grande decisione, i ricavi iniziarono a crescere sempre più, tant’è che venne deciso di aprire il primo Lego-Land, ovvero una città fatta interamente di mattoncini Lego!

Nel 1979 Godtfred passò l’azienda a suo figlio Kjeld Kirk Kristiansen

La crisi negli anni 90 -00

Sembrava che nulla potesse fermare oramai l’ascesa della Lego, ma l’inizio degli anni 90 portarono notevoli problemi all’azienda. La tecnologia ebbe un forte impatto nel mercato: l’uscita dei CD musicali, della Playstation, fu davvero devastante. I bambini preferivano giocare ai videogame piuttosto che con i Lego.Ci furono anche diverse strategie commerciali sbagliate da parte dell’azienda, come comprare i diritti (molto cari) di film appena usciti e costruirci attorno un mondo Lego.

Nel 2003 l’azienda venne dichiarata virtualmente senza liquidità, in un anno perse 300 milioni di dollari e l’anno successivo ne avrebbe persi altrettanti. Kjeld Kirk Kristiansen fu obbligato a versare 130 milioni di euro dal proprio patrimonio personale per salvare l’azienda. La Lego quindi, per affrontare tale crisi iniziò a mutare completamente, si addentrò nel mondo dei giocattoli hi-tech, cambiando fin troppo spesso la loro offerta. La scelta di proporre giochi diversi dalle origini, non migliorò la situazione, anzi la peggiorò.

La strategia vincente fu nominare presidente Jørgen Vig Knudstorp che ebbe la capacità di risollevare dalla profonda crisi l’azienda, tagliando di netto molti dipendenti ed eliminando tutti quei prodotti inutili tra cui i giocattoli hi-tech ( da 13.000 scende a 7000). Iniziò a cavalcare altri mercati che prima non erano mai stati sfruttati, tra cui creare la Lego friends,dando la possibilità di giocare ai mattoncini Lego anche alle bambine, piuttosto che solo ai bambini.

La ripresa della Lego e il sapersi rinnovare

Veniamo ai giorni nostri, la Lego ora ha un fatturato in positivo e sempre in crescendo, ma come è riuscita a riprendersi così velocemente?
Si sono saputi adattare al mercato, ma facendolo in modo intelligente, senza inutili spechi e sopratutto senza cambiare le origini dei mattoncini Lego.
Hanno saputo prendere un mercato più ampio, inventando la Lego Duplo, che sono dei mattoncini più grandi, studiati appositamente per i più piccini. Hanno lanciato Lego Forma, set progettati per potenziare la creatività, diminuire lo stress e far divertire gli adulti.

Il grande passo in avanti è stato fatto nel mondo del digitale, la Lego ha saputo affrontare il cambio del mercato in grande, è riuscita a fare ciò che nel 2003 l’aveva mandata quasi al fallimento. Lanciando “Nexo Knights“, combinando i mattoncini fisici con giochi sul web o app. Ha saputo sfruttare il grande momento dei social network, lanciando “Lego Life“, una sorta di social network dove poter condividere le proprie costruzioni, conoscere altri giocatori, fare sfide online e avere tutte le novità a portata di click sul mattoncino. Si sono saputi consolidare maggiormente nei mercati internazionali, tra cui Europa e Asia.

Tutti questi fattori hanno contribuito a rendere il marchio ancora più forte e farlo uscire definitivamente dalla crisi.
Non è facile capire e cambiare così tanto in un mercato in continua evoluzione, mantenendo sempre l’idea originale di Ole Kirk Kristiansen e suo figlio Godtfred.
Complimenti alla LEGO.


5 curiosità

Il più grande produttore di pneumatici al mondo

Se pensavate che la Bridge-stone o la Michelin siano i più grandi produttori di pneumatici, non avete fatto i conti con la Lego! Da quando, negli anni 60, ha iniziato a costruire le macchinine, ha dovuto produrre un impressionatene quantità di ruote, tanto da diventare uno dei principali produttori al mondo.

Errori? No,grazie

I controlli qualità Lego sono molto restrittivi; vengono effettuati vari test prima che il mattoncino entri in commercio.
Vengono pressati con forza per testarne la resistenza, ma devono avere la capacità di essere anche smontati facilmente. Il rettangolo del mattoncino deve essere perfetto, così da poter essere compatibile con qualsiasi altro pezzo prodotto dal 1958.
I mattoncini che non superano i controlli qualità sono solo 12 pezzi su 100.000.

Produzione in quantità

I numeri sono impressionanti: si producono circa 500 mattoncini al secondo, 30.000 al minuto e ogni anno si costruiscono un totale 21 miliardi di mattoncini. La quantità necessaria, nel giro di due anni, per costruire una strada in Lego che porti sulla Luna.

La sicurezza prima di tutto

La testa dei mattoncini LEGO, dispongono di un buco in alto che lo trasforma in un tubo. Questo offre la possibilità di incastrare la testa con altre parti dei mattoncini, ma non è questa la sua reale funzione.
Il tubo permette ad un bambino di farlo continuare a respirare anche se la inghiottisse.

Un mattoncino resistente

Il particolare tipo di plastica con cui vengono costruiti, li rende tra i giocattoli più resistenti al mondo. Secondo i test effettuati dalla LEGO, ogni mattoncino può sostenere il peso di 37.000 di essi, prima che si rompano. Abbastanza resistenti, no?

I record LEGO:

  • 420 miliardi di mattoncini prodotti;
  • 60 mattoncini per ogni abitante della terra
  • 915 milioni di possibili assemblaggi per 6 mattoncini 2×4;
  • 380 milioni di pneumatici prodotti in un anno;
  • 13.000 euro il singolo mattoncino più costoso;
  • 4 miliardi di minifigures prodotte.

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